Itinerari

A. Via Cesiano, 20 San Bartolomeo
2,9 km - 6 min
B. PALESTRINA
5 km - 8 min
C. CASTEL SAN PIETRO ROMANO
16,4 km - 26 min
D. SANTUARIO DELLA MENTORELLA
9,8 km - 17 min
E. CAPRANICA PRENESTINA
3,5 km - 6 min
F. ROCCA DI CAVE
8 km - 15 min
G. CAVE

TOTALI
Distanza - 45,7 km
Tempo - 01 h 44'

B. PALESTRINA

Palestrina (21.602 ab.) è un comune italiano del Lazio in provincia di Roma. Si trova a circa 40 km a est di Roma, lungo la via Prenestina; si trova su una delle sommità dei monti Prenestini a circa 450 metri s.l.m., tra i bacini dei fiumi Sacco e Aniene.

Monumenti e luoghi d'interesse

Architetture religiose

    Cattedrale di Sant'Agapito martire
    Chiesa di Santa Rosalia
    Chiesa e convento di San Francesco
    Chiesa di Sant'Antonio Abate e convento carmelitano
    Chiesa di S. Croce e convento delle Clarisse
    Chiesa di Santa Lucia
    Chiesa di Santa Maria in villa
    Chiesa di Santa Maria dell'Aquila
    Chiesa di San Giovanni Battista
    Chiesa di Sant'Egidio
    Chiesa di San Girolamo
    Palazzo Vescovile

Architetture civili

    Palazzo Colonna Barberini
    Casa di Giovanni Pierluigi da Palestrina
    Palazzo Verzetti
    Casino di caccia Triangolo Barberini
    Villa Torresina
    Porta del Sole
    Porta San Cesareo
    Porta San Martino
    Porta delle Monachelle
    Statua di Giovanni Pierluigi da Palestrina dello scultore Arnaldo Zocchi
    Monumento ai Caduti
    Fontana del Pupazzo
    Fontana del Borgo
    Fonte Ceciliana
    Parco Barberini
    Parco Giacomo Matteotti
    Ex Mattatoio Comunale

Siti archeologici

Complesso monumentale Villa di Adriano presso il cimitero comunale.

Foro civile di Preneste: Area Sacra, Antro delle Sorti, Erario Romano (nomi tradizionali di ambienti legati al foro cittadino di epoca repubblicana, ritenuti in passato parte del santuario)

Il santuario oracolare della Fortuna Primigenia costituisce una grandiosa realizzazione architettonica databile verso la fine del II secolo a.C., anche se l'origine del luogo di culto risale ad epoca più antica.
Il tempio si articola in una serie di terrazze artificiali disposte sul pendio roccioso.
Sulla "terrazza degli emicicli", davanti all'esedra di destra, si conserva un pozzo che è stato identificato con quello in cui, secondo Cicerone, il nobile prenestino Numerio Sufficio avrebbe rinvenuto le sorti, ovvero delle tavolette di legno da cui si traevano auspici per il futuro.
Presumibilmente gli oracoli venivano redatti all'interno dello stesso pozzo da una probabile figura femminile che si manteneva però nell'ombra. All'interno del pozzo si calava un fanciullo che, appena ricevuti i responsi, consegnava le tavolette a coloro che avevano posto le domande e che avevano fornito un degno contributo.

Musei

Museo archeologico prenestino

Ospitato dal 1956 all'interno del palazzo Colonna Barberini, costruito sulla sommità del santuario della Fortuna Primigenia. Ospita numerosi reperti: cippi, busti, basi funerarie, statue e oggetti di uso quotidiano provenienti dalle necropoli della città.
Di particolare rilevanza è il grande Mosaico nilotico (circa 80 a.C., dimensioni: 5,85 x 4,31 m), proveniente da un'aula del Foro repubblicano della città e raffigurante il paesaggio esotico del Nilo; è uno dei pochi esempi conservati di mosaico di epoca repubblicana.
Il museo ospita inoltre il gruppo scultoreo della Triade capitolina, uno degli esemplari meglio conservati (nella quasi totale interezza) tra quelli che raffigurano insieme Giove, Giunone e Minerva.

Museo diocesano di arte sacra

Ospitato dal 2005 all'interno del Palazzo Vescovile. Tra le opere esposte la Madonna col velo della scuola del Perugino, l'Eolo attribuito a Michelangelo e La decapitazione di Sant'Agapito di Caravaggio.

Museo della Resistenza e degli undici martiri


Tradizioni e folclore

Festa patronale in onore di sant'Agapito (18 agosto), con palio cittadino, durante il quale le quattro contrade che prendono il nome dalle antiche porte cittadine si confrontano in diverse prove; tra queste la più importante è la "giostra della scifa", nel quale, a cavallo si deve tentare di infilare un'asta in un piccolo anello metallico e riprenderla al volo.
Festa di Sant'Antonio Abate (17 gennaio) con corteo di carri, animali e macchine da lavoro in partenza dalla chiesa di Sant'Antonio Abate.
Il Focaraccio di San Giuseppe (19 marzo), durante il quale vengono accesi grandi falò sui cui è stata posta un'effige del santo.


Eventi

Festival musicale Nel Nome del Rock
Sagra del giglietto (primo fine settimana di agosto).
L'Albatros Città di Palestrina, Premio e Festival per la letteratura di viaggio. Nato nel 1998, si svolge nel mese di giugno
Sagra delle Fragole in località Carchitti a maggio.

 

Aree naturali

Valle delle Cannuccete, biotipo di area protetta, sede di sorgenti naturali incanalate tra opere romane e rinascimentali.

A piedi da Palestrina a Castel San Pietro e la Valle delle Cannuccete

Il percorso inizia da Palestrina e porta poi ad esplorare la Valle delle Cannuccete, dal 1955 tutelata come Monumento Naturale Regionale. La Valle, isolata zona verde nell’area piuttosto arida dei monti Prenestini, è ricca di corsi d’acqua che alimentano boschi di roverelle, cerri, carpini e aceri.

Partendo da Piazza Regina Margherita, dove si trova la Cattedrale, si prosegue per il corso Pierluigi da Palestrina, piazza della Liberazione, fino a via Lecconi: qui ha sede la casa natale del grande musicista Pierluigi da Palestrina.
Si seguita in salita per via del Carmine dove è l’antica chiesa di S. Antonio, poi per via del Tempio e via Barberini,  che conducono all’accesso del grandioso santuario della Fortuna Primigenia. Al termine della salita si apre una bellissima vista della vallata sottostante. Ci si trova di fronte al Museo Archeologico, ricavato nel palazzo Colonna-Barberini e aggirato a destra l’edificio si costeggia il muro di cinta e da qui si imbocca un viottolo che tocca le mura megalitiche della città, proseguendo il quale si raggiunge Castel San Pietro. Si supera il castello e si scende per la strada principale fino ad arrivare alla chiesa di S.Maria: attraversata la provinciale si prende una strada in cemento, che sale fino ad un bivio da seguire a destra. Si cammina lungo un crinale che si allarga più avanti nel Piano delle Cese. Di qui ha inizio il sentiero che, attraversando un bel bosco, corre a mezza costa e scende poi verso la valle delle Cannuccete. Camminando lungo il fondovalle e le condutture dell’acquedotto, si giungerà la vista di una eccezionale roverella che vanta almeno 700 anni, presso la quale termina il sentiero della valle.
Per la via del ritorno si ripercorre lo stesso itinerario inverso, ma giunti alla chiesa di S. Maria è possibile abbreviare il percorso proseguendo per la strada asfaltata che porta fino a Palestrina.

Tempo: ca. 4 ore
Itinerario Segnato: bianco-rosso
Grado di difficoltà: medio – facile

Informazioni:
partenza: Palestrina, Piazza Regina Margherita
Informazioni sul Monumento Naturale Valle delle Cannuccete: tel. 06.9538481 - 06.9573372
www.parchilazio.it - www.parks.it 

 

C. CASTEL SAN PIETRO ROMANO

Il centro storico, oltre a possedere piacevoli stradine e piazze caratteristiche, possiede diversi punti panoramici da cui è possibile osservare begli scorci della valle sottostante nonché le prime propaggini della città di Roma.

Monumenti e luoghi d'interesse

Architetture religiose

    Chiesa di Santa Maria della Costa
    Chiesa di San Pietro Apostolo
    Chiesa di Santa Maria del Montirolo
    Chiesetta dell'Addolorata)

Architetture civili

    Palazzo Mocci

Architetture militari

Altra caratteristica degna di nota di questo piccolo borgo arroccato sono le antichissime mura ciclopiche, di origine pre-romana, presenti in una parte del centro antico.

D. SANTUARIO DELLA MENTORELLA

Il santuario Madre delle Grazie della Mentorella è un tempio della Chiesa cattolica servito dalla Congregazione della Resurrezione di Nostro Signore Gesù Cristo e situato sui Monti Prenestini a Sud Est di Roma.

Secondo la leggenda, il santuario è sorto per volontà di Costantino nel IV secolo nel luogo dove si convertì il già tribuno romano Sant'Eustachio, vissuto tra il I e il II secolo.
Nel VI secolo viene donata ai Benedettini e diviene, fino al XV secolo, proprietà dell'Abbazia di Subiaco; abbandonata dai monaci benedettini, si depaupera fino a quando nel XVII secolo viene scoperta dal gesuita Athanasius Kircher che ne dirige il restauro.
Nel 1857 Papa Pio IX dona il santuario alla ancor presente Congregazione della Resurrezione di Nostro Signore Gesù Cristo.
Fu meta del primo pellegrinaggio fuori della città di Roma del beato Giovanni Paolo II che si recò alla Mentorella il 29 ottobre 1978; lo stesso Beato soleva visitare in incognito il santuario, cosa che resta ancor oggi nella memoria della gente del luogo. Il 29 ottobre 2005 anche papa Benedetto XVI rende omaggio alla Madonna delle Grazie della Mentorella.

Indirizzo: Via della Mentorella, 30, Roma
Telefono:06 9547 1899

 

E. CAPRANICA PRENESTINA

Il comune di Capranica Prenestina (351 abitanti) sorge sulla dorsale dei Monti Prenestini che raggiungono e superano i 1200 m con il Monte Guadagnolo ad est di Roma, dove è posta l'omonima frazione di Guadagnolo che rappresenta il centro abitato non comunale più alto del Lazio.

Sorge in posizione panoramica ed è costituito dal nucleo storico del castello di pianta circolare, in cui le vecchie case e le antiche costruzioni (chiese e palazzi) si stringono sugli stretti viottoli e le gradinate del borgo, e da poche altre abitazioni in stile moderno che sono in prossimità della circolare piazza Pietro Baccelli o leggermente fuori dall'abitato in direzione della via Capranica Prenestina.
Il territorio è in gran parte montano e ricoperto di boschi. Nel territorio comunale scorre il fiume Sacco.

Monumenti e luoghi d'interesse

Architetture religiose

Degna di menzione è la Chiesa della Maddalena, dominata dall’elegante ed originale “Cupolino” che gli studiosi attribuiscono alla scuola del Bramante.

Architetture civili

Palazzo Capranica, oggi Barberini, spicca per imponenza sulla compatta struttura edilizia del borgo. Il Palazzo sorge su antiche preesistenze medioevali di cui ancora si conservano testimonianze nella struttura interna, mentre all’esterno conserva ancora intatta la sua nobile struttura cinquecentesca elegantemente articolata tra fitta tessitura in pietra calcarea bianca.

Musei

L'edificio, sede del Comune, ospita negli ultimi due livelli il Museo Civico Naturalistico dei Monti Prenestini, nato dalla necessità di un rilancio del turismo culturale ed ambientalista, per una divulgazione e conoscenza del patrimonio ambientale e culturale della zona.


F. ROCCA DI CAVE

Rocca di Cave (381 abitanti) è uno dei più piccoli comuni d'Italia per residenti effettivi.
Rocca di Cave, con il nome di "Castello dei santi tre", è nata a ridosso delle mura della Torre di avvistamento intorno all’anno mille per opera dei monaci sublacensi.

La torre fu costruita su un preesistente rudere romano per ragioni strategiche. La Rocca che sorge sopra Cave si deve far risalire al IX secolo con funzione di difesa contro le invasioni Saracene. Essa dominava, infatti, la valle del Sacco, vedetta del Mar Tirreno e sembra che appartenesse direttamente alla Camera Apostolica, anche se era certamente un baluardo difensivo dei territori sublacensi dipendenti dal monastero benedettino di Subiaco. Fu conquistata con la forza nel 1101 da Pietro Colonna.  Nel 1315 Rocca di Cave diventa feudo dei Colonna Pio IV assegnò Cave e Rocca di Cave a Marcantonio Colonna nel 1562; ad eccezione di  qualche breve periodo fu quasi sempre di proprietà di quella famiglia. Nel 1675 sembra che la Rocca di Cave fosse ancora in piedi e che occupasse il sito di un antico foro.
I resti della Rocca sorgono sul punto più alto del colle e attualmente sono costituiti da un corpo di fabbrica massiccio con due torri angolari che oggi risultano mozzate. Al centro di questo recinto sorgeva fino a qualche anno addietro un alto torrione cilindrico nel quale si poteva ravvisare il primitivo mastio. La pianta della costruzione è esagonale e irregolare, al centro si trovano il maschio e i resti dell'antica Chiesa di San Pietro, con copertura a volta a crociera.

Centri d'interesse

Nella Rocca, postazione di osservazione astronomica
Museo geopaleontologico nel Castello Colonna della Rocca

Eventi e Iniziative

SERATE OSSERVATIVE NELLA ROCCA COLONNA (ESTATE)
INFO MAURIZIO 339.8392472

FESTA DI S. EGIDIO ABATE (agosto)

INFIORATA DEL SACRO CUORE (3 LUGLIO)

Grande manifestazione religiosa e culturale che coinvolgerà tutti i cittadini nella realizzazione dei quadri di fiori nella Piazza. Sabato notte 2 Luglio vengono realizzati i quadri, ed il giorno seguente Messa e processione.

FESTA DI S. ANTONIO DI PADOVA (domenica 18 Giugno)

Come da tradizione la Domenica seguente al 13 Giugno si festeggia S. Antonio con messa, processione per le vie del Paese ed intrattenimento pomeridiano in Piazza.


G. CAVE

Cave sorge sul versante occidentale dei Monti Prenestini fra le ultime pendici e la Valle del Sacco. Fin da tempi remoti, la città di Cave si è caratterizzata come insediamento stabile di carattere essenzialmente agricolo, organizzato a ridosso del fosso del Rio che confluisce nella Valle del Sacco.

Le fonti bibliografiche parlano in forma ricorrente di un oppidum situato nella zona non lontana dell’attuale città, che avrebbe addirittura origine romana. Le Storie di Tito Livio raccontano che nel 267 a.C. nella guerra contro i Volsci e gli Ernici, i Romani dopo aver attirato i loro nemici in una "valle affossata" ne fecero orribile scempio. La maggior parte degli autori è concorde nel ravvisare il luogo della battaglia nella contrada Campo nel territorio di Cave, proprio dove oggi è situato il Santuario della Madonna del Campo, e ove sorgeva un castello chiamato Castrum Trebarum.

L’insediamento antico nasce presumibilmente come avamposto militare di Praeneste, l’odierna Palestrina. L’attuale denominazione della città pare si attesti intorno all’XI secolo ed è riferibile alla presenza di cave di tufo e di breccia aperte fin dai tempi più antichi dalle popolazioni prenestine, attività poi proseguita dai Romani.
L’origine di Cave quale entità di tipo "urbano", risale al 20 marzo 971 d.C., data in cui venne sottoscritta la convenzione tra l’abate di Subiaco e quello dei SS. Cosma e Damiano; documento che si ritiene dia origine a Cave come vero e proprio "castello" enfiteutico della Badia di Subiaco.

Non è dato conoscere la struttura reale del borgo d’origine se non da alcune rappresentazioni sicuramente sommarie riportate nella cartografia più antica che rappresentano sempre Cave come agglomerato molto compatto, cinto da mura e caratterizzato dalla presenza di un’erta torre (che crollerà nel 1760).

La maggior parte della popolazione si dedicava ai lavori dei campi, ma anche, data l’abbondanza nella zona di boschi e macchie, ai mestieri connessi con la lavorazione del legno: il boscaiolo, il carboniaio, il falegname, il commerciante di prodotti lignei. Era frequente che le donne si dedicassero, fra l’altro, anche al mestiere di balia.
Poco si sa sulle condizioni socio-economiche della popolazione, ma si può immaginare che, trovandosi in situazioni di bisogno, la maggioranza delle persone non avesse nulla o nessuno a cui ricorrere per un aiuto materiale e morale. Perciò è massimamente in questo periodo che sorsero in Cave alcune confraternite e opere pie, con fini di assistenza sanitaria e sociale, oltre che di culto.
Con atto notarile del 21 dicembre 1789, Don Filippo Colonna donò parte di Palazzo Leoncelli alla congregazione Pie Filippini, inoltre, assicurò il mantenimento di tre suore-maestre affinché istruissero ed educassero con valori cristiani i fanciulli del popolo di Cave.
Nel XIX secolo la Comunità di Cave dovette attraversare molte difficoltà finanziarie; sempre legata a risorse di tipo agricolo, ha caratterizzato la propria storia per aver sofferto in tutti i tempi le pressioni di tasse, gabelle e debiti in generale; per aver subito ripetute carestie e dannosi eventi naturali; ma nonostante tutto, per essere riuscito a mantenere continuità nella propria storia ai fini della propria esistenza.
Nel 1802 la popolazione di Cave ammontava a 1.988 abitanti, nel 1911 gli abitanti arrivarono a raggiungere quota 4.182. Contestualmente all'incremento demografico, l’aspetto del paese cambia di dimensioni e aspetto.
Nei primi anni del XX secolo viene istituito, oltre al mercato settimanale, anche il mercato del bestiame e di prodotti relativi; frequenti sono le fiere-mercato che si svolgono nella stagione estiva, come quella dei bozzoli per l’allevamento dei bachi da seta, questa fu molto importante in quanto fece da calmiere dei prezzi per tutti gli altri mercati della zona. Come già accennato in precedenza, l’abbondanza di boschi favorì l’attività di taglio e commercio del legno, nonché la commercializzazione e l’esportazione di castagne e noci. Nel periodo che va dal 1930 e per qualche decennio l’agricoltura a Cave fu investita dal fenomeno della proliferazione delle piantagioni di tabacco, in particolare dei tipi di tabacco per sigaro.

Chiese

Santuario della Madonna del Campo
Chiesa di San Lorenzo
Chiesa di San Carlo
Santa Maria in Plateis (della Cona)
Colleggiata di Santa Maria Assunta
Chiesa di Santa Maria (vecchia) e  Oratorio dell'Annunziata
Chiesa di S. Stefano Protomartire
Chiesa di S. Maria di Rapello o di S. Anatolia
Chiesa di S. Pietro
Chiesa Parrocchiale della SS. Trinità e San Bartolomeo

Museo Ferri

Nato nel 1902 a Mercato Saraceno (muore nel 1975), Lorenzo Ferri scriveva nel 1939 sulla rivista Perseo: "Artista è un uomo di fede che sa di avere un’alta missione da adempiere nel mondo: far conoscere all’umanità gli alti ideali che deve raggiungere per superare i confini della materia".
Del maestro ricordiamo gli anni argentini (1926-29) durante i quali si dedica alla ritrattistica che gli consentirà poi di approcciare gli studi sindonici con una prima riproduzione del volto di Cristo in terracotta nel 1933. Nel 1954 realizza a Trastevere il monumento dedicato a Trilussa e nel 1972 la porta bronzea della Chiesa dell’Assunta a Cave.
È nell’opera realizzata per la città di Cave che si individua uno dei legami con la volontà dell’artista di donarvi una parte importante del suo patrimonio artistico. La donazione risale al 1978 e l’area individuata per il museo fu un ex-convento, nella parte antica del paese. Ma, purtroppo, una serie di ritardi causati anche da crisi amministrative, misero in secondo piano la realizzazione del museo e misero a rischio la conservazione della donazione stessa.
Una serie di opere, infatti, è stata sistemata nei corridoi municipali; la sezione sindonica è stata visibile per periodi limitati di tempo (all’inizio degli anni ’90) e in sale adibite ad altre funzioni; il presepio monumentale, collocato temporaneamente nell’Oratorio di Sant'Antonio. Nel 2006 il comune si impegnava a realizzare il museo entro la fine del 2011. Ad oggi il nuovo sito del Museo è stato individuato nello stabile dell'ex Ospedale Mattei ed è in corso il progetto per una nuova sede che vedrà il meraviglioso presepe monumentale risplendere di nuovo nell'ex convento degli Agostiniani. Va sottolineato che il complesso del Presepe monumentale del Ferri è comunque un opera davvero imponente, basti pensare che i soggetti statuari superano i quattro metri di altezza.

Museo della Civiltà Contadina

All’interno dei locali al piano seminterrato dell’ex Convento degli Agostiniani, nel centro storico di Cave, da sempre utilizzati a deposito, cantina e stalla, c'è il Museo della Civiltà Contadina. Fu inaugurato per la prima volta il 20 marzo l994. Conta attualmente 1300 oggetti e strumenti appartenuti, nel lontano passato, alle genti della campagna, per il lavoro e l’uso domestico.
Il museo è nato per volontà di alcuni cittadini di Cave riunitisi in associazione, che si è messo alla ricerca nelle case di campagna del territorio di Cave. La ricerca, molto fruttuosa, consente già nel 1992 di allestire nel chiostro di S. Carlo una prima mostra degli oggetti rinvenuti.
L’iniziativa ebbe tanto successo, da provocare una gara di spontanee offerte dei più vari oggetti da parte dei possessori, così da poter riuscire, in un tempo relativamente breve, a realizzare un vero e proprio museo.

La Via Francigena Del Sud passando per CAVE

Da qualche anno la Diocesi di Palestrina si è impegnata nel recupero e promozione dei Beni Culturali presenti sul territorio. Una delle materie che ha voluto portare avanti è la Via Francigena nel sud che dal 2010 è stata messa in sicurezza e segnalata, con un contributo della Regione, nel lungo tratto di circa 260 km che da Roma conduce verso Benevento, sino al confine del Lazio.

Eventi

Corteo Storico del Venerdì Santo

Diversi sono gli elementi che rendono quest'evento unico nel suo genere e straordinario, curato con attenzione e dedizione, come dimostrato dal particolare pregio degli abiti indossati dai personaggi realizzati e custoditi in anni di lavoro.

Sagra della Castagna e dei Prodotti Tipici Locali (Ottobre)

Gara di Cucina Premio "La Castagna d'Oro" - Città di Cave

Premio Letterario "Caffè Corretto - Città di Cave"

Il Premio è articolato in due sezioni: la prima per Opere di narrativa pubblicate in Italia e la seconda per Opere prime inedite di Racconti brevi: “Storie tra i vicoli di Cave”.

a cura di Giuseppe Cocco